Come funzionano i certificati a capitale garantito

  • dobbiamo immaginare i certificati a capitale garantito come delle obbligazioni zero coupon (senza cedola) con una data scadenza, con attaccato un biglietto della lotteria. Tale lotteria può essere legata a un indice azionario, a una singola azione oppure a una materia prima (oro, petrolio, etc.);
  • ogni certificato è emesso da un istituto bancario: immaginiamoci un certificato emesso da UniCredit che ha un sottostante l’azione ENI. Quindi noi abbiamo questo strumento emesso da una banca con un sottostante: questo strumento segue l’andamento al rialzo o al ribasso del sottostante;
  • immaginiamoci questo nostro certificato di Unicredit con scadenza 3 anni emesso a 100 sull’azione ENI: se da quando il certificato prende vita l’azione sottostante, nel nostro esempio ENI, sale allora il certificato salirà se invece l’azione ENI scende il certificato scenderà;
  • non è tutto però: ci sono dei vincoli al rialzo e al ribasso: al rialzo ci può essere una soglia oltre la quale il certificato non va, per esempio il nostro certificato emesso a 100 su ENI ha un tetto al 40 per cento. Ciò vuol dire che se ENI facesse il 50%, il 60% o il 100%, noi ci fermeremmo al 40: questo è il cosiddetto CAP ovvero sopra questo limite non si può andare; da 100 al massimo andiamo a 140 che è già un bell’andare; non è sempre vero però, alcuni certificati, detti “no cap”, non hanno questo limite massimo di rialzo, in questo caso il rendimento massimo è potenzialmente infinito;
  • se avessimo avuto direttamente l’azione ENI invece di prendere il certificato, avremmo fatto il 50, 60 al 100%. Stessa cosa in caso di ribasso: se avessimo l’azione e quast’ultima fosse scesa noi ci saremmo presi tutto il ribasso (-30%, -40%…); come ci prendiamo tutto il rialzo ci prenderemmo anche tutto il ribasso;
  • invece con il certificato cosa succede? C’è un limite al ribasso, ovvero il capitale garantito, che è un numero che può essere il prezzo di emissione 100, può essere un pochino più del prezzo di emissione a esempio 105 o 110 oppure inferiore al prezzo di emissione quindi 95 o 90;
  • in questo modo sappiamo all’inizio, facendo i calcoli di matematica finanziaria, quanto possiamo fare al massimo cioè il 40% nel nostro esempio, oppure al minimo perché sapendo che il certificato minimo ci rimborsa 100 oppure ci rimborsa 95 o 90 sappiamo qual è il nostro rendimento minimo;
  • ovviamente se l’azione dell’ENI precipitasse per i motivi di mercato che non possiamo prevedere, con il certificato noi ci fermeremmo: quindi l’azione farebbe -50% ma noi ci fermiamo a 95 e quindi da 100 passiamo a 95 che è -5%, mentre l’azione fa -50%; è evidente che siamo scontenti perchè perdiamo soldi ma solamente il 5% mentre chi aveva l’ENI ha fatto -50%;
  • questo per noi è un modo elegante e soprattutto costruttivo di investire nel mercato azionario avendo le stesse garanzie del mercato obbligazionario: cosa che con un etf è impossibile, investendo in azioni dirette è impossibile, con un fondo è impossibile mentre con i certificati a capitale garantito invece abbiamo la certezza di sapere quanto facciamo al massimo e al minimo;
  • tutto ciò per dire che scegliamo quali certificati acquistare, quelli un po’ più speculativi, un po’ più aggressivi o quelli più tranquilli, il cui rendimento potenziale massimo magari non è stellare come in altri certificati ma il rendimento minimo è praticamente zero o addirittura positivo: in certi periodi storici ci sono dei certificati che hanno rendimento massimo annuo 15 e rendimento minimo annuo il 2: noi sappiamo che abbiamo uno strumento finanziario in portafoglio che ci farà fare il 2% sicuro, ma se il sottostante iniziasse a salire ci potrebbe dare il 15% di rendimento. In questo modo sappiamo prima quanto andremo a fare o andremo a perdere: così si riesce a scegliere con il cliente tutta una serie di certificati più o meno aggressivi che ci permettono di creare un portafoglio azionario con la tranquillità in caso di ribasso;
  • ripeto: investendo in azioni, in fondi azionari o in etf è impossibile controllare i ribassi perché con questi prodotti finanziari non c’è paracadute: se l’azione dimezza noi dimezziamo invece con i certificati a capitale garantito se l’azione dimezza noi perdiamo poco o nulla.